ALLE ORIGINI DELL’ARCOBALENO
Discorsi e azioni di pace a Modena 1945-1970
In un tempo in cui, nonostante gli auspici, ci troviamo ad affrontare vecchie e nuove guerre, può essere utile ricostruire i discorsi e le azioni di pace che hanno caratterizzato il contesto modenese nel secondo dopoguerra, con particolare riferimento al periodo 1945-1970.
Una galassia di esperienze, che rimandano in tempi e modi diversi, alla cultura politica social-comunista, a quella cattolica, a quella laica nonviolenta. Inizialmente, anche per le tradizioni del territorio, si impone la prima; la seconda vede emergere alcune voci isolate, che diventano poi rilevanti con il Concilio; la terza è strutturalmente minoritaria, ma si dimostra vivace e originale.
All’inizio degli anni Sessanta si verifica una inattesa convergenza, che si concretizza soprattutto nella Consulta unitaria per la pace. Ma poi la guerra in Vietnam e le dinamiche generazionali sanciscono una nuova divisione. Quel che emerge complessivamente è comunque una grande sensibilità per il tema, che in questo contesto non può essere scisso da quelli dell’antifascismo e dell’antimperialismo. E che innesca anche una peculiare dinamica di competizione tra comunisti e cattolici, che porta a inedite forme di dialogo e persino di collaborazione.
Notevole è il fatto che a Modena come a Bologna si strutturi una “Repubblica conciliare” guardata con astio dai “poteri forti”. O che ci siano in quella generazione due Luciano Guerzoni, uno per ciascuna delle principali culture politiche, entrambi a modo loro impegnati per la pace. Mentre diversi conflitti ci toccano direttamente e molti altri dimenticati continuano a insanguinare il mondo, diventa ancora più urgente seguire i fili di queste vicende, locali eppure per certi aspetti universali.
Come recuperarne il patrimonio e farne una risorsa per le difficili sfide di oggi? Ricostruirne la storia, dai “partigiani” agli odierni “artigiani” della pace, come tutti gli straordinari operatori che dal 1993 animano la Casa della Pace di Modena, è un modo per non chiudere gli occhi e non eludere le responsabilità di ciascuno.
Una pagina da riscoprire, ovviamente senza idealizzazioni: si tratta di scelte che rimangono minoritarie e che anche al loro interno evidenziano sfumature e accenti diversi (e talvolta conflittuali). Ma nei tempi difficili le voci di pace vanno prese sempre sul serio: lì comincia l’arcobaleno, a noi il compito di trovarne la fine.
Promossa da Fondazione Modena 2007 – In collaborazione con Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari e Istituto storico di Modena – A cura di Mirco Carrattieri – Grafica e coordinamento Raffaele Caterino – Con il contributo di CMB e Domus Assistenza
IL DIVORZIO È UN SENTIMENTO!
Donne e politica nel referendum del 1974
Questa mostra nasce nell’ambito del progetto di ricerca promosso dalla Fondazione Modena 2007, in collaborazione con Centro documentazione donna e Istituto storico, concluso con il volume di Natascia Corsini Il divorzio è un sentimento! Diritti, donne e politica a Modena tra gli anni Sessanta e Settanta (Mimesis 2026).
Il titolo “Il divorzio è un sentimento!” vuole richiamare intenzionalmente quel groviglio di emozioni complesse e contrastanti, spesso dolorose, legate alla dissoluzione di un legame che coinvolge nel profondo l’esperienza umana e la sfera affettiva. Un titolo evocativo, capace di trascendere la dimensione meramente tecnica o politica del divorzio, restituendo centralità al vissuto di donne e uomini.
La mostra è principalmente iconografica e documentaria: manifesti, locandine, opuscoli, copertine di riviste e volantini ciclostilati si concentrano sulla campagna referendaria nell’arco cronologico gennaio-maggio 1974, sebbene il tema del divorzio nel nostro paese abbia una lunga storia alle spalle e, in particolare, divenga oggetto di una decennale battaglia dopo la presentazione della proposta di legge del socialista Loris Fortuna nel 1965, la sua approvazione da parte del Parlamento nel 1970, il referendum abrogativo nel 1974.
I pannelli vogliono restituire la pluralità dei soggetti politici in campo in questa battaglia ma, soprattutto, evidenziare la mobilitazione dal basso di cittadini e cittadine e la complessità del confronto che ne scaturisce sia sui contenuti della legge sia sulle prospettive più generali del paese e la sua effettiva modernizzazione.
La mostra, curata da Natascia Corsini, nasce con l’intento di storicizzare la questione del divorzio e la conquista di un diritto civile che ha cambiato l’Italia per collegare la storia di questo “no” degli anni Settanta all’attualità dei tanti “sì” che ancora mancano per rispondere alle aspirazioni, ai sentimenti e ai progetti di vita delle famiglie contemporanee, nella convinzione che la riflessione sui diritti civili debba continuare a interrogare il presente.
Promossa da Fondazione Modena 2007 – In collaborazione con Centro Documentazione Donna di Modena e Istituto storico di Modena – A cura di Natascia Corsini – Grafica e coordinamento Raffaele Caterino – Con il contributo di CMB e Domus Assistenza
