Mirandola, Ganzerli “Ai consiglieri non resta che alzare la mano”

Mirandola, Ganzerli “Ai consiglieri non resta che alzare la mano”
0 commenti, 28/06/2021, da , in Dai Circoli

“La Giunta decide, il Consiglio è un orpello inutile, a cui si chiede di non disturbare il conducente e piegare la testa. O alzare la mano, che è più o meno lo stesso”: il capogruppo Pd in Consiglio comunale a Mirandola Roberto Ganzerli denuncia i metodi approssimativi con cui si portano gli argomenti da discutere a conoscenza delle minoranze. Ecco la sua nota:

“Il rispetto dell’avversario politico è uno dei tratti distintivi della democrazia: se questo è debole o assente, la democrazia viene meno e si deve parlare di qualcos’altro.
L’organizzazione del prossimo Consiglio comunale, lasciando a tutti il beneficio della buona fede, è ancora una volta approssimativa e affrettata nelle tempistiche. Per capire di cosa stiamo parlando diciamo che è stata convocata, come di consueto, lunedì 21 la capogruppo dove vengono presentati gli ordini del giorno per il Consiglio da tenersi lunedì 28 giugno e contestualmente vengono convocate le commissioni consiliari. Due di queste alle ore 12 del venerdì, pur nella consapevolezza – più volte segnalata – che molti consiglieri non avrebbero potuto partecipare per ragioni lavorative. Tempo due giorni e viene cambiata la data del consiglio a martedì 29, stessa data del Consiglio dell’Unione fissato da tempo, e senza aver concordato nulla con l’opposizione. Motivo? Presto detto: l’intenzione è quella di portare fuori dall’Unione altri servizi (cosa che deve avvenire entro il 30 giugno) ma, a detta di alcuni consiglieri, gli uffici non hanno prodotto tutto il materiale necessario in tempo. Ed ecco quindi lo scarica barile … come al solito la colpa è di qualcun altro. Risultato: 61 allegati inviati alle 18 di giovedì 24, di ardua natura tecnica, da analizzare per di più in una commissione a distanza, a 12 ore dal ricevimento del suddetto materiale (notte compresa). E alle rimostranze dell’opposizione, mancando come prevedibile il numero legale per il regolare svolgimento della commissione, la risposta dell’assessore Lodi, appena nominato è stata “se l’opposizione non è interessata a partecipare alle commissioni, problemi suoi…”. Una specie ‘di menefrego istituzionale‘ in dispregio delle procedure e della loro legittimità. I cittadini devono sapere come si perviene alla decisioni in politica perchè chi decide in fretta di solito decide male: la vicenda della Mirandolaexit con le sentenze del Tar e le espressioni del Consiglio di Stato lo dimostrano ampiamente. Ma va anche detto che così si spiana la strada ad una democrazia ‘autoritaria’ in cui pochi decidono e gli altri si adeguano, contenti per quel “turno” di aver raccattato qualcosa. Il che è una sconfitta per tutti, perché, per la forza dei precedenti, quel che oggi si accetta e giustifica, in base ad interessi di parte, domani ti si potrebbe ritorcere contro. Il rispetto delle procedure dovrebbe essere quindi interesse supremo di tutte le forze politiche perché a loro garanzia. Quando la maggioranza, invece, si fa forte della propria forza numerica per travolgere tutto e tutti, dovrebbero essere gli organi istituiti a garanzia del rispetto delle regole a opporsi. E qui dovrebbe essere il presidente del Consiglio ad attivarsi perché tutti i consiglieri possano esprimersi nel pieno delle loro funzioni di maggioranza e di minoranza. Invece questo metodo sta consolidandosi in abitudine. Quella che ha portato a produrre percorsi nel Consiglio che non sono condivisi dal presidente con i capigruppo di tutto l’arco consigliare, in raccordo con la Giunta. La Giunta decide, il Consiglio è un orpello inutile, a cui si chiede di non disturbare il conducente e piegare la testa. O alzare la mano, che è più o meno lo stesso”.

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La redazione di PdMoMag è composta dai giornalisti dell'Ufficio Stampa del Pd provinciale di Modena. Responsabile: Roberta Vandini.

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