Ceramica Alta Frassinoro, Costi “Aiuti urgenti per danni maltempo”

Ceramica Alta Frassinoro, Costi “Aiuti urgenti per danni maltempo”
0 commenti, 14/01/2021, da , in Dalla Regione, slider

Appello della consigliera regionale Pd Palma Costi per sostenere la Ceramica Alta di Frassinoro, il cui capannone è stato danneggiato dal maltempo, un presidio produttivo del nostro Appennino che si era costituito in cooperativa di lavoratori per scongiurarne il fallimento. ‘Fondamentale non far chiudere le aziende in montagna’

‘Aiutare urgentemente la cooperativa Ceramica Alta di Frassinoro che ha subito ingenti danni al capannone e ai macchinari causa il crollo del tetto per le nevicate eccezionali dei giorni scorsi’. E questo l’appello impellente della consigliera regionale Palma Costi che, dopo essersi sentita anche con il sindaco di Frassinoro, chiede alla Regione di andare in soccorso di questa realtà produttiva dell’Appennino modenese che la consigliera conosce benissimo perché nel suo precedente ruolo di assessore alle Attività Produttiva della Regione, l’aveva aiutata ad uscire da uno stato di crisi operando, con il sistema cooperativo, alla creazione di una cooperativa di lavoratori, uno dei casi virtuosi di workersbyout, cioè dipendenti che acquistano l’azienda per scongiurarne il fallimento. La ceramica Alta, nata oltre 40 anni fa a Frassinoro, aveva ripreso così la sua attività e anzi, per rilanciare la produzione, erano stati acquistati nuovi macchinari per passare dalla decorazione alla produzione. Poi la settimana scorsa il crollo del capannone e i danni ad una parte del nuovo impianto. ‘La cooperativa – spiega Palma Costi – è impegnata in un’azione di rilancio della produzione, per la quale ha richiesto un finanziamento al Fondcooper, senza il quale diventa difficile il proseguimento dell’attività. Ovviamente la produzione aveva già subito un forte contraccolpo causa la situazione del covid e attualmente i 15 dipendenti sono in cassa integrazione. Ora i danni subiti possono rivelarsi fatali per la sopravvivenza. È quindi necessario intervenire urgentemente – insiste la consigliera regionale – per scongiurare una possibile chiusura dopo che quest’azienda è stata salvata dai dipendenti. Il piano di rilancio programmato, al contrario, potrebbe portare al raddoppio dei lavoratori. E sappiamo quanto sostenere un presidio produttivo in montagna sia fondamentale per testimoniare concretamente l’impegno a ripopolare e valorizzare il nostro Appennino.’

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