Domini collettivi, Stefano Vaccari: “Approvata legge necessaria”

Domini collettivi, Stefano Vaccari: “Approvata legge necessaria”
0 commenti, 26/10/2017, da , in Dai parlamentari

E’ stata approvata all’unanimità in via definitiva la proposta di legge sui domini collettivi, meglio note come Comunalie. Relatore alla Camera dei Deputati è stato Giuseppe Romanini, deputato Pd parmense. Ecco la dichiarazione del senatore Stefano Vaccari che ha seguito l’iter della legge a Palazzo Madama:

“All’apparenza una piccola legge, in realtà una norma che da compiutezza alla nostra Costituzione e certezza giuridica a un diverso modo di possedere, quello Collettivo, che affonda le sue origini nei secoli e che il fascismo, con la legge 1766 del 1927, ha tentato di liquidare. Con oggi si chiude una lotta durata 90 anni che le organizzazioni familiari montane, gli usi civici e le Partecipanze agrarie hanno condotto sul piano giudiziario e politico per difendersi da quella legge.” Questo il commento del senatore Stefano Vaccari, il quale era stato co-relatore del ddl a palazzo Madama, insieme al senatore Giuseppe Cucca. Il ddl approvato, oggi, all’unanimità alla Camera dei Deputati mira al riconoscimento dei domini collettivi, ovvero le forme di proprietà collettiva della terra – come la partecipanza agraria di Nonantola o gli usi civici del nostro Appennino – ereditate dal nostro passato, spiega Vaccari. I domini collettivi, ovvero tutte le forme di proprietà collettiva ereditate dal passato, devono essere riconosciuti come soggetto neo-istituzionali a cui compete l’amministrazione del patrimonio civico di uso comune.        Il senatore Vaccari ricorda la storia millenaria della Partecipanza agraria di Nonantola, città di cui è stato sindaco per nove anni, e i valori che ancora oggi sottintendono alle gestioni collettive della terra, valori che il nuovo disegno di legge intende preservare nell’ottica dell’innovazione normativa, della sostenibilità ambientale e del presidio dei territori, della conservazione attiva e valorizzazione di un millenario patrimonio civico. “Gli usi civici, come quelli del nostro Appennino, le partecipanze agrarie come quella di Nonantola, e tutte le diverse forme di domini collettivi – ha spiegato Stefano Vaccari – sono manifestazioni di un costume primordiale, emanazione genuine di una società che spontaneamente si auto-ordina al fine di garantirsi una migliore sopravvivenza quotidiana”. Gli usi civici sono arrivati fino a noi e con questo disegno di legge si intende tutelarne le originali specificità.

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