Scuole Cittadella, Bernardo “Da mamma dico è una realtà che funziona”

Scuole Cittadella, Bernardo “Da mamma dico è una realtà che funziona”
0 commenti, 23/10/2017, da , in Modena

La capogruppo Pd nel Quartiere 1 Antonella Bernardo, mamma del comprensivo 9, interviene sulle polemiche cresciute in questi giorni attorno alle scuole Cittadella.

“L’amplificazione mediatica delle difficoltà di una famiglia rischia di far passare sotto silenzio gli anni di lavoro, continuo e instancabile, dei docenti, dei dirigenti e delle famiglie che hanno portato e tuttora portano i figli alle scuole Cittadella. Come capogruppo Pd del Quartiere 1 – Centro storico, ma soprattutto come mamma del Comprensivo 9, voglio ribadire quanto di buono è stato fatto e quanto si sta facendo per accompagnare la crescita e l’apprendimento dei ragazzi. Voglio ricordare come molti di questi bambini sono stranieri solo per il cognome. Molto spesso hanno frequentato nido e materna in Italia e conoscono l’italiano esattamente come i nostri figli. Quanto ai supposti problemi di discriminazione religiosa, voglio ricordare che alle Cittadella ci sono sì bambini provenienti da famiglie di religioni diverse, ma c’è anche la voglia di conoscersi reciprocamente e di integrarsi. Non è un caso che, ad esempio, alle Cittadella le feste di Natale si siano sempre fatte e con la partecipazione di tutti. Addirittura, l’anno scorso, come Quartiere, abbiamo promosso una Festa di Natale in piazza Grande e abbiamo portato i bambini delle elementari a cantare i canti natalizi nel cuore della nostra città. Certo che c’è da lavorare, quello dei nuovi cittadini è un tema che deve essere governato, ma sempre avendo come priorità il benessere e la crescita dei nostri bambini. A scuola c’è un problema didattico? Intervengano le maestre. A scuola c’è un problema di religione? Si lavori sulla conoscenza reciproca. A scuola c’è un problema di presenza massiccia di figli di immigrati? Si lavori sullo stradario. L’impegno deve essere di tutti i soggetti coinvolti – Istituzioni, scuola, famiglie – e da parte di tutti occorre buona volontà. Lasciatemi concludere con una nota personale: io 23 anni fa sono arrivata a Modena dal Meridione. Pensate sia stato semplice e automatico essere accettata? No, ma io per prima mi sono resa conto che dovevo evitare di stare solo con chi conoscevo se davvero volevo che questa città divenisse la mia casa. Ecco, l’auspicio è che si possa, finalmente, superare le polemiche e lavorare tutti insieme per risolvere i problemi”.

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