Fiumalbo, Serri “Trovare soluzione positiva per Hotel Appennino”

Fiumalbo, Serri “Trovare soluzione positiva per Hotel Appennino”
0 commenti, 05/11/2013, da , in Comunicati

“Fondamentale non perdere un’attività economica strategica per il territorio montano modenese” sottolinea Luciana Serri, consigliera modenese Pd, che questa mattina ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale riguardante il contenzioso fra i gestori dell’Hotel Appennino di Fiumalbo e l’Agenzia regionale del demanio.

I fatti risalgono allo scorso febbraio, momento in cui gli immobili relativi all’Hotel (terreno e fabbricato) entrano a far parte della “consistenza del patrimonio disponibile dello Stato” e, a seguito di ciò, l’Agenzia del demanio provvede a redigere una perizia stimativa dell’immobile valutandone il valore patrimoniale da cui deriva il relativo canone di locazione definito in 104 mila euro anno. “L’importo stimato, e già richiesto ai gestori dell’attività, – afferma la Consigliera Serri nell’interrogazione – è inadeguato rispetto ai valori immobiliari medi della zona ed economicamente insostenibile per un’attività ricettiva collocata in Appennino. Se la decisione assunta dall’Agenzia non verrà rivista si metterà in crisi un’attività ricettiva che crea occupazione mediamente a 4 – 6 lavoratori stagionali ogni anno e contribuisce all’economia del luogo creando indotto a favore delle attività commerciali ed artigianali, con il pericolo del non utilizzo e abbandono del bene in oggetto”. A rispondere in aula alla Consigliera Serri, l’Assessore Muzzarelli, che ha ribadito di essere a conoscenza del contenzioso, condividendo la criticità della questione, impegnandosi a sollecitare l’Agenzia Regionale del Demanio a “svolgere un’attenta verifica della situazione per giungere ad una soluzione soddisfacente per entrambe le parti”. La Consigliera Serri, sentita la risposta dell’Assessore , “auspica che si possa trovare una soluzione di buon senso a questo contenzioso e che si giunga ad una valutazione economica sostenibile per l’imprenditore e che tenga conto del valore sociale di questa attività in una zona montana a basso sviluppo economico”. Concludendo, la Consigliera ribadisce che “questo conflitto non serve a nessuno, in quanto si perderebbe un’attività economica costruita in decenni di duro lavoro e lo Stato perderebbe il canone di locazione, ritrovandosi con un patrimonio immobiliare in deperimento, che incrementerebbe il degrado urbano ed economico.”

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